BAGNI E CULTURE A CONFRONTO NELLE MOODBOARD DI LORENZO DAMIANI E KAZUYO KOMODA

Una moodboard per immaginare con FIMA l’ambiente bagno ideale. Un parallelo che fa emergere l’importanza della scelta dei materiali per definire il progetto.

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Abbiamo chiesto a Kazuyo Komoda e a Lorenzo Damiani di immaginare insieme a FIMA un ambiente bagno che li rappresentasse, descrivendolo in una moodboard. 

Partire dai materiali per definire uno spazio è da sempre l’approccio preferito di Fima. Solo una visione globale sugli abbinamenti e le interazioni tra prodotti, colori e superfici consente di mantenere coerente la percezione del progetto e di raggiungere con naturalezza l’effetto desiderato. I due designer coinvolti nell’esperimento, nomi noti del panorama internazionale, avevano già partecipato al ciclo di Fima Talks dello scorso aprile.

Tra suggestioni e percorsi creativi erano emerse due sensibilità progettuali molto spiccate, ma profondamente diverse tra loro.
Italiano lui e giapponese lei, anche se da anni trasferita a Milano. Sperimentazione, invenzione e senso di responsabilità verso materiali e persone da un lato. Raffinatezza, equilibrio ed una meticolosa attenzione alle superfici dall’altro.
Per questo tra le due moodboard proposte si crea un parallelo interessante, che fa emergere ancora una volta le infinite potenzialità espressive della stanza da bagno e l’importanza della scelta dei materiali nel progetto.

1: Lorenzo Damiani, vaso della Collezione Boboli per Pusterla Marmi. Photo Andrea Basile.
2: Libro da comodino (Oggetto luminoso) per la fiera Japanese Light Frankfurt. Photo: David Zanardi

RIFERIMENTI CULTURALI E ISPIRAZIONI DEL PROGETTO

Le scelte stilistiche di Kazuyo Komoda riflettono in maniera evidente la sua origine giapponese. Ma non potrebbe essere diversamente vista l’importanza culturale del bagno in Giappone, a partire dal tradizionale rito di purificazione dell’Ofuro fino ai più moderni Sento o ai bagno termali. Ecco che quindi nella moodboard immagina spazi completi che raccontano di sè, dove trascorrere tempo, dove custodire oggetti cari e godere delle delicate decorazioni . Ma pensa anche a spazi “green”, con l’inserimento degli originali kokedama.

“Il Giappone riprende molti elementi dalla natura, perché la convivenza con l’ambiente naturale è il nostro modo di vivere. Nel design italiano, invece, c’è molta invenzione umana.”

Ed è proprio la sperimentazione tra le spinte progettuali più importanti per Lorenzo Damiani.

“Tutto è ispirazione. Credo sia molto difficile inventare qualcosa di nuovo, mentre invece penso sia possibile "importare" elementi utilizzati in altri settori e poi rimodularli opportunamente per le specifiche necessità.”

Un esercizio continuo per vedere le cose da un altro punto di vista, modificando le funzioni agli oggetti ed accoppiando i materiali al fine di esprimere più chiaramente il proprio pensiero progettuale. Spicca in questo senso, nella moodboard, la scelta di inserire un “pensiero fuori contesto”: un barattolo di olive tagliate a rondelle accostato come un accessorio al lavabo h20. Un paradigma per far capire come “servendosi di elementi dal taglio ridotto, si possa ottimizzare l’utilizzo della materia prima”. Un tema, quello della scelta dei materiali e della valorizzazione degli scarti, sempre molto presente nei progetti di Damiani.

LE SENSAZIONI DEL BENESSERE NELL’AMBIENTE DOCCIA

In comune tra le due moodboard c’è l’inserimento del marmo. Ma l’interpretazione e la scelta compositiva raccontano, anche in questo caso, due ispirazioni completamente diverse. Kazuyo Komoda pensa ai colori e alle texture. Indica una tipologia precisa di marmo e una tonalità calda: Rosa Onice di Portogallo. Lo suggerisce alternato ad una proposta ancora più mirata al dettaglio della superficie: il marmorino, cioè polvere di marmo ricomposta, non con additivi chimici ma con miscele naturali come albume o grassello di calce. In questo caso il metodo di stesura e gli utensili utilizzati influenzano la texture. E’ possibile quindi ottenere effetti più lisci o superfici grezze che assorbono la luce, acquisendo quasi una terza dimensione.

Kazuyo Komoda al marmo abbina infine vetro smerigliato e pareti specchiate. E si sofferma sulla luce alla ricerca dell’equilibrio tra materiali e superfici.

Lorenzo Damiani sceglie il marmo per contrapporlo al gres. Marmo di Carrara e gres porcellanato marmo Pulpis, per la precisione. Un accostamento inaspettato che sottolinea due materiali profondamente diversi ma anche apparentemente uguali. O viceversa, suggerisce Lorenzo. E’ un chiaro invito ad utilizzare elementi “naturali” solo laddove altre soluzioni “non naturali” non otterrebbero lo stesso risultato. Ancor meglio se valorizzando parti “non intere” per riutilizzare gli scarti, che possono sempre essere preziosi. L’idea nella moodboard è espressa con la scultura circolare in marmo. Un elemento composto da resti e sfridi di lavorazione, sagomati a progetto per ottenere un oggetto unico, nuovo, e di grande fascino.

Moodboard di Kazuyo Komoda per FIMA
Moodboard di Lorenzo Damiani per FIMA

ELEMENTI E DECORI PER DEFINIRE LO SPAZIO BAGNO

Per arredare e personalizzare lo spazio Kazuyo Komoda sceglie i pattern. Possono essere creati da decori in gesso, disposti in maniera non sequenziale su soffitti e pareti. Oppure grafiche che animano le schermature in vetro smerigliato, per dividere il bagno in zone di servizio separate. In queste vetrate si legge chiara la contaminazione culturale della moodboard, che unisce il vetro sabbiato tipico delle architetture milanesi degli anni Trenta, con le grafiche tradizionali giapponesi. Di Katsushika Hokusai, specifica Kazuyo. Perchè l’ambiente bagno deve essere uno spazio intimo, che ci racconta attraverso ogni elemento. Anche con gli accessori, come i cristalli francesi di inizio novecento che colleziona la designer giapponese.

3: Lorenzo Damiani, vaso della Collezione Paradossi. Photo Andrea Basile.

Lorenzo Damiani sceglie invece dettagli materici e finiture per aggiungere sfumature al progetto. Un portaoggetti in ottone con rivestimento in oro satinato è accostato ad un lavabo in plastica bianca. Una sottile striscia in truciolare, tagliato di costa, diventa inserto prezioso e decoro per la parete in gres e marmo. “Ho spesso cercato l’armonia nei contrasti” ci spiega Lorenzo, che giocando sui paradossi ottiene una moodboard che indaga le possibilità espressive dei materiali, ricca di spunti e sfaccettature.

INTERVISTA DOPPIA AI DESIGNER

Un titolo per la moodboard?
K: Una stanza da bagno come portagioie
L: Pensiero possibile
Un elemento imprescindibile nel progetto?
K: L’equilibrio. Non c’è nessun protagonista assoluto, tutti sono indispensabili. L’imprescindibilità sta proprio
nell’armonia tra gli elementi ibridi.
L: Il barattolo di olive, inteso come paradigma di un certo atteggiamento progettuale sensibile all’utilizzo di
elementi “non interi”.
Un messaggio da lasciare?
K: Essere se stessi. La casa deve essere riflesso della vita di chi ci vive. Non si deve aver paura di mescolare
elementi diversi, perché nello spazio, così come nella vita, non può essere tutto semplice e lineare.
L: Utilizzare materiali e componenti senza preclusioni, mantenendo una coerenza di pensiero. Ogni materiale,
se ben lavorato, diventa prezioso.
Come immagini l’elemento acqua nella tua moodboard?
K: L’acqua è un elemento indispensabile, come la luce. Partecipa semplicemente all’equilibrio.
L: Penso a delle piccole goccioline che trasudano dalla composizione di marmo.

>> GUARDA IL VIDEO del FIMA talks con Kazuyo Komoda

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